• Intestino e malattie infiammatorie
• Artrite del cane: microbiota intestinale differente
• Conclusioni

Stato dell’arte
La relazione tra microbioma e ospite in condizioni di fisiopatologia è stata ampiamente confermata anche negli animali. I meccanismi e i cambiamenti che avvengono nella popolazione batterica rimangono tuttavia spesso poco chiari.

Cosa aggiunge questa ricerca
Lo studio analizza e confronta il microbioma intestinale e il profilo metabolico di 14 cani con artrite cronica con quello di 13 controlli sani.

Conclusioni
Differenze significative in termini di abbondanza batterica sono emerse tra i due gruppi. Se queste siano una causa o una conseguenza della malattia rimane tuttavia da chiarire.

Cani con artrite e cani sani. A differenziarli non è solo la presenza o meno della patologia, ma anche un’alterata abbondanza relativa della loro popolazione batterica intestinale.

Nei primi, ad esempio, significativamente maggiore è risultata l’espressione del genere Megamonas, diminuita invece quella delle famiglie Paraprevotellaceae, Porphyromonadaceae e Mogibacteriaceae. Nonostante l’interazione dell’ospite con il microbioma sia dimostrata anche nei cani, se questi cambiamenti siano una causa o una conseguenza dello sviluppo di artrite rimane da chiarire.

È quanto conclude lo studio di Michela Cintio e colleghi dell’Università di Udine, recentemente pubblicato su Veterinary Sciences.

Intestino e malattie infiammatorie

Ampiamente note sono le implicazioni della componente batterica intestinale in patologie infiammatorie locali. Meno lo è la loro relazione con patologie sì infiammatorie, ma extra-sede, osteoartrite inclusa.

A fare da mediatori sono svariati metaboliti batterici che, entrando nel circolo sistemico riescono a influenzare la fisiologia di organi o apparati distanti dalla zona intestinale.

L’osteoartrite nello specifico è una malattia cronica abbastanza comune nei cani (soprattutto di qualche razza) che, con il tempo, porta alla degradazione di cartilagine e a un’alterata crescita di tessuto osseo, infiammazione, perdita di funzionalità e predisposizione a rottura. Qual è il ruolo del microbioma in questo panorama? Ne è in qualche modo correlato?

Hanno cercato di rispondere i ricercatori italiani confrontando il microbioma intestinale e il profilo ematologico di cani con osteoartrite cronica (OA ad anca e/o gomito, n=14) con quello di controlli sani (C, n=13). Di seguito i risultati dall’analisi di campioni fecali ed ematici all’inizio dello studio (T0) e dopo 45 giorni (T45) di regime alimentare adatto per fornire acidi grassi omega-3, un utile supplemento con questa patologia.

Artrite del cane: microbiota intestinale differente

Partendo dall’analisi del profilo ematologico si è visto come:

  • rispetto ai controlli, nel gruppo con OA si sono reghistrati valori significativamente maggioridi proteina C-reattiva, urea, albumina e lipasi
  • sono invece stati registrati valori simili e incrementati con il tempo di creatinina in entrambi i gruppi. Andamento opposto per la bilirubina la quale ha tuttavia mostrato livelli leggermente più alti nel gruppo con OA
  • incremento nel gruppo OA si è inoltre rilevato nei valori di colesterolo, alanina transaminasi (ALT) e gamma-glutami transferasi (GGT). Di contro, diminuzione si è registrata nell’aspartato transaminasi (AST) e nella creatina chinasi (CK)
  • nel profilo minerale, calcio e cloro hanno mostrato un leggero incremento con il tempo nel gruppo OA. Potassio e magnesio sono invece risultati significativamente superiori nel gruppo controllo
  • vitamina B12 e folati hanno mostrato una concentrazione significativamente superiore nel gruppo con OA, probabilmente da ricondurre alla dieta somministrata loro
  • seppur con qualche eccezione, nessuna differenza significativa complessiva tra i gruppi in termini di acidi grassi a corta catena e acidi grassi totali
  • aumento di lattato, isovalerato e butirrato si è registrato nel gruppo con OA
  • l’acetato ha mostrato un generale ridursi con il tempo

Passando poi alla popolazione batterica:

  • l’indice di diversità e omogeneità batterica ha mostrato differenze significative tra i due gruppi a livello di famiglia, non a livello di genere
  • le famiglie Paraprevotellaceae, Porphyromonadaceae e Mogibacteriaceae come i generi Parabacteroides, Phascolarctobacterium e p_75_a5 hanno mostrato un’abbondanza relativa maggiore nel gruppo controllo. Seguono Peptococcaceae (genere Peptococcus) e Succinivibrionaceae (genere Anaerobiospirillum), anch’esse più elevate nei controlli
  • Megamonas ha invece mostrato una maggiore espressione nel gruppo OA

Conclusioni

Cani con artrite hanno quindi non solo un profilo ematologico caratteristico, ma anche un alterato microbioma suggerendo la possibilità di terapie batterio-mirate. Se poter considerare il suo coinvolgimento nell’eziopatogenesi o tra le sue conseguenze rimane tuttavia da approfondire.