• Stato dell’arte
    Nei cani, l’otite esterna è una patologia multifattoriale comune. Sebbene il microbioma locale risulti alterato in queste condizioni, molto rimane ancora da scoprire.

  • Cosa aggiunge questa ricerca
    Lo studio descrive il microbioma auricolare in cani sani confrontandolo con quello di esemplari con otite esterna avanzata.

  • Conclusioni
    Il microbioma auricolare dei cani è più complesso di quanto dimostrato finora. L’otite esterna è caratterizzata da una significativa alterazione della componente batterica.



Cani con otite esterna avanzata presentano un microbioma auricolare significativamente alterato rispetto ai controlli sani. Inoltre, la composizione batterica locale è più complessa e diversificata di quanto dimostrato da precedenti analisi coltura-dipendenti.

È quanto afferma lo studio coordinato da Juraj Korbelik, dell’University of Guelph in Canada, e pubblicato su Veterinary Dermatology.

L’otite esterna colpisce circa il 20% dei cani. Una delle cause principali è la dermatite atopica, mentre un fattore di complicazione sembrerebbe essere la disbiosi del microbioma auricolare sul quale però le conoscenze sono relativamente scarse. Tuttavia, grazie all’avanzare delle tecniche di indagine applicate proprio alla componente batterica, si sta delineando un panorama sempre più ampio e complesso anche in ambito veterinario.

I ricercatori di questo studio hanno voluto analizzare e confrontare il microbioma auricolare di 18 cani con otite esterna vs quello di 8 controlli sani al fine di delineare un profilo batterico fisiologico e uno di malattia. È stata inoltre valutata la variabilità inter- e intra-individuale. Di seguito i risultati ottenuti.

Dall’analisi complessiva dei campioni sono stati identificati 27 phyla batterici. Comparando poi il microbioma auricolare dei due gruppi (controlli vs cani con otite) è emerso che:

  • Firmicutes (Romboutsia, Megamonas, Holdemanella), Proteobacteria (Succinivibrio, Haemophilus, Anaerobiospirillum) e Bacteroidetes (Prevotella, Bacteroidetes, Porphyromonas) sono i phyla predominanti nel canale auricolare di cani sani
  • in presenza di otite esterna i phyla maggiormente presenti sono invece Firmicutes (Staphylococcus, Streptococcus, Blautia), Actinobacteria (Corynebacterium, Bifidobacterium, Collinsella) e Proteobacteria (Pseudomonas, Escherichia/Shigella, Acinetobacter)
  • l’abbondanza relativa di 24 taxa si è mostrata più elevata nel gruppo di controllo, phyla Firmicutes, Bacteroidetes e dei generi Rombutsia, Fusobacterium e Megamonas inclusi
  • l’analisi LefSe ha permesso di identificare 164 OTUs differentemente espressi tra i due gruppi, 153 dei quali over-rappresentati nei controlli (Rombutsia, Anaerobiospirillum ecc.) e undici nel gruppo con otite (Staphylococcus, Pseudomonas ecc.)
  • ricchezza, omogeneità e diversità batterica sono risultate inferiori nel gruppo con otite
  • i due gruppi differenziano nettamente in base a struttura e composizione della comunità batterica
  • contrariamente al gruppo con otite, nei cani sani la variabilità inter-individuale è minore di quella intra-individuale

In conclusione, dunque, cani con otite esterna presentano un microbioma non fisiologico e caratterizzato soprattutto da una perdita di ricchezza e diversità batterica. Ulteriori studi sono tuttavia necessari al fine di confermare tali risultati oltre che per approfondire il rapporto tra disbiosi e patologia valutando cioè se l’alterazione batterica ne sia una causa o una conseguenza.