• Cosa si conosce dell’argomento
    Il microbiota intestinale dei felini è alterato in presenza di infiammazione cronica. Si sa ancora poco dei batteri coinvolti nello sviluppo del linfoma gastrointestinale a piccole cellule che può originare dall’infiammazione cronica.

  • Cosa aggiunge questa ricerca
    Lo studio retrospettivo confronta il microbiota di gatti con semplice infiammazione cronica intestinale e quello di esemplari affetti da linfoma gastrointestinale a piccole cellule.

  • Conclusioni
    Le alterazioni batteriche potrebbero influenzare lo sviluppo tumorale partendo da uno stato di infiammazione cronica.



Le alterazioni batteriche intestinali tipiche di uno stato infiammatorio cronico possono determinare lo sviluppo di patologie più gravi, per esempio i tumori, nei felini? Dai risultati ottenuti da Kayode Garraway e colleghi dell’Iowa University, sembrerebbe di sì.

Lo studio, pubblicato su Journal of Veterinary Internal Medicine, si è posto l’obiettivo di indagare retrospettivamente le eventuali differenze tra il microbiota intestinale di 14 gatti con “semplice” infiammazione cronica intestinale (IBD) e quello di 14 esemplari affetti da linfoma gastrointestinale a piccole cellule (GI LSA). A essere indagate sono state la composizione e l’espressione immunitaria, attraverso l’analisi di biopsie in diversi siti dell’intestino.

Per entrambe le patologie, l’eziologia rimane ancora da chiarire, nonostante sia stato dimostrato che nell’IBD alcuni patogeni, come Enterobacteriaceae o Fusobacterium spp., hanno un posto di rilievo tra gli agenti che promuovono l’infiammazione, incrementando la conta di cellule o fattori immunitari (CD11b+ o NF-kB ecc.).

Essendo il linfoma gastrointestinale a piccole cellule una probabile conseguenza dell’IBD, i ricercatori hanno voluto verificare se proprio Enterobacteriaceae o Fusobacterium spp. fossero più presenti nell’intestino di felini con tumore. Si è inoltre testata la possibile relazione tra batteri della mucosa ed espressione di NF-kB e CD11b+.

 Batteri della mucosa a confronto

Attraverso la tecnica FISH (Fluorescence in Situ Hybridization) applicata al muco aderente e ai tre diversi compartimenti combinati (muco libero, muco aderente e superficie epiteliale), è stato possibile quantificare e localizzare i batteri nei due gruppi di felini, IBD vs GI LSA, a livello di ileo e colon rispettivamente.

  • i gatti con linfoma hanno presentato maggiore espressione di Fusobacterium spp. in tutti e tre i compartimenti del colon, mentre non si è registrata alcuna differenza significativa a livello dell’ileo rispetto all’altro gruppo
  • anche nel muco aderente il gruppo con GI LSA ha registrato maggior presenza di Fusobacterium spp. rispetto alla controparte, questa volta sia nel colon sia nell’ileo
  • sempre nel gruppo con tumore, maggiore espressione è stata dimostrata da Bacteroidetes spp. in tutti i siti esaminati
  • differenze non significative tra i due gruppi invece per Clostridium spp. Enterobacteriaceae, Helicobater spp., Faecalibaterium spp.

Espressione delle cellule e fattori immunitari

I gatti con linfoma gastrointestinale a piccole cellule hanno mostrato un numero di CD11b+ oltre che di NF-kB più elevato nella lamina propria sia dell’ileo sia del colon.

Dall’analisi dei dati è inoltre emersa una correlazione tra il numero di Fusobacterium spp. presenti e l’espressione di entrambi questi parametri immunitari.

In conclusione, dunque, è stato dimostrato come patogeni già correlati all’infiammazione intestinale cronica, Fusobacterium spp. in particolare, siano ulteriormente incrementati in presenza di tumore, suggerendo un legame tra le due condizioni. All’aumento di patogeni pro-infiammatori si associa inoltre un parallelo aumento della risposta immunitaria.

Ulteriori studi sono necessari per approfondire il ruolo del microbiota nella progressione allo stadio tumorale dell’infiammazione cronica intestinale nei felini.