• Cosa si conosce dell’argomento
    Gli additivi fitogenici alimentari hanno dimostrato vari effetti positivi nei polli. La loro efficacia è però fortemente modulata dalla dieta.

  • Cosa aggiunge questa ricerca
    Lo studio valuta, insieme e separatamente, gli effetti dell’alimentazione (grano vs mais) e del supplemento di additivi fitogenici (PFA) sulla composizione del microbioma di cieco e ileo oltre che sull’attività metabolica e sull’integrità della barriera intestinale di 500 polli sani d’allevamento.

  • Conclusioni
    Il tipo di cereale e/o la concentrazione di PFA alterano la composizione batterica, l’attività metabolica e l’espressione di geni fondamentali per l’integrità della barriera. Per confermarlo saranno necessari ulteriori studi anche su un campione di esemplari non sani.



In polli sani, la dieta e/o il supplemento di additivi fitogenici alterano la composizione del microbioma di ileo e cieco, l’attività metabolica e l’espressione di geni coinvolti nel mantenimento dell’omeostasi e dell’integrità della barriera.

È quanto dimostra lo studio condotto da Vasileios Paraskeuas e Konstatinos C. Mountzouris dell’Agricultural, dell’ University of Athens, pubblicato su Animal Nutrition.

Anche nell’alimentazione degli animali, come per l’uomo, l’attenzione a prodotti salutari e naturali è in costante crescita. A tal proposito, l’inclusione di additivi fitogenici nel piano alimentare dei polli ha dimostrato numerosi benefici nel loro benessere modulando la composizione del microbiota intestinale, l’attività metabolica, la risposta anti-infiammatoria o le proprietà della barriera intestinale. La loro efficacia sembrerebbe tuttavia dipendere dalla dieta che, nel caso del pollame di allevamento, si basa essenzialmente su mais o grano.

Per ottenere una visione d’insieme, quindi, i ricercatori hanno valutato, separatamente e in combinazione, gli effetti della dieta e del supplemento di additivi fitogenici o PFA (erbe, spezie, oli essenziali) sulla composizione batterica di ileo e cieco, sul metabolismo (acidi grassi volatili o VFA) e sulla barriera intestinale (TLR2-4, CLDN1-5, OCLN, ZO1-2, MUC2, sIgA, NF-kВ, GAPDH) di 500 polli.

Il campione è stato suddiviso in base al tipo di dieta e alla dose di PFA, ottenendo perciò 6 gruppi (n=15 per gruppo): M0 (mais, no PFA); M100 (mais e 100 mg/kg PFA); M150 (mais e150 mg/kg PFA); W0 (grano, no PFA); W100 (grano e 100 mg/kg PFA); W150 (grano e e150 mg/kg PFA). Di seguito i principali risultati ottenuti.

Composizione batterica di ileo e cieco

Analizzando e confrontando i vari campioni di microbioma intestinale si è visto che:

  • i livelli di batteri associati a mucosa sia di ileo sia di cieco non sono influenzati né dal tipo di cereale né dalla concentrazione di PFA. Risultati simili sono stati ottenuti per la conta totale di batteri nell’ileo
  • nel cieco, la conta batterica totale, come del resto i livelli di Bacteroides spp. e Clostridium cluster I/IV/XIVa, hanno invece mostrato associazione significativa con entrambe le variabili (dieta e PFA) con valori minimi nei gruppi alimentati con grano. Di contro, gli stessi hanno registrato la maggiore espressione di Bifidobacterium spp.

Concentrazione di acidi grassi volatili

I ricercatori sono dunque passati all’attività metabolica verificando in particolare la concentrazione di acidi grassi volatili.

  • è emersa un’interazione significativa tra tipo di dieta e dose di PFA con il contenuto di acido propionico e il rapporto molare di VFA ramificati
  • la dieta non influisce sulla concentrazione e sul rapporto molare di VFA nell’ileo
  • nell’ileo i PFA hanno fatto registrare un’associazione positiva e dose-dipendente con la concentrazione di VFA totale. La dipendenza dalla dose non è invece stata rispettata per il rapporto molare di VFA e i livelli di acido propionico, entrambi più elevati nel gruppo con 100mg/kg rispetto ai controlli o a quello con dose maggiore (150 mg/kg)
  • il tipo di cereale influisce significativamente sulla concentrazione di VFA totali e sul rapporto molare di acido butirrico, entrambi più elevati nei gruppi alimentati con grano. Lo stesso gruppo ha di contro registrato i minori valori in termini di rapporto molare di acido acetico, VFA ramificati e non
  • i livelli di PFA modulano la concentrazione totale di VFA e il rapporto molare di acido butirrico in maniera inversamente proporzionale

Caratteristiche della barriera intestinale

Da ultimo è stata esaminata la funzionalità e l’integrità della barriera intestinale.

A livello dell’ileo:

  • né la dieta né i PFA influenzano l’espressione genica di ZO-1, CLDN1, OCLN, TLR4, NF-kB e MUC2, al contrario di sIgA che è particolarmente espressa nel gruppo M100
  • i gruppi alimentati con grano hanno mostrato la maggiore espressione di ZO-2 e la minore di TRL2
  • il supplemento di PFA modula i livelli di CLDN5 e MUC2 che raggiungono i valori maggiori nei gruppi con 100mg/kg

Nel cieco:

  • ZO-1, CLDN5, OCLN, TLR4, NF-kB e MUC2 non hanno mostrato alterazioni dieta- o PFA-dipendenti
  • il tipo di cereale modula invece l’espressione genica di CLDN1, TLR2 e sIgA, più elevata nei gruppi alimentati a grano
  • l’espressione di TRL2 ha registrato i valori più bassi nei gruppi con la massima dose di PFA

In conclusione, dunque, la dieta e/o gli additivi fitogenici modulano sia la componente batterica (Lactobacillus spp. Bifidobacterium spp., Clostridia clusters I, IV e XIVa) sia l’attività metabolica (VFA totali, acido acetico e butirrico, b-VFA e o-VFA) oltre che la barriera intestinale (ZO-2, CLDN5, MUC2 o TLR2) dei polli sani. Essendo tuttavia uno studio preliminare saranno necessari ulteriori indagini, anche su esemplari non sani, per poter trarre indicazioni utili in ambito di nutrizione e benessere degli animali da allevamento.