Disautonomia equina: il ruolo del micobiota intestinale nel “mal d’erba” dei cavalli

I cavalli da pascolo colpiti dal "mal d'erba" (disautonomia equina) presentano un micobiota alterato. Ecco quanto dimostra un recente studio pubblicato su Animal Microbiome.

disautonomia equina

Stato dell’arte
Il mal d’erba è un disturbo neuropatico multi-sistemico soprattutto dei cavalli al pascolo dall’eziologia non del tutto nota.

Cosa aggiunge questo studio
Al fine di approfondire i microrganismi coinvolti in questo disturbo, sono stati confrontati campioni di micobiota gastrointestinale e fecale di cavalli con e senza la malattia.

Conclusioni
La caratterizzazione del micobiota ha permesso di identificare i filotipi chiave associati al mal d’erba. Determinare i rapporti nella relazione di causa-effetto richiede però altri approfondimenti.


Cavalli da pascolo colpiti dal “mal d’erba” hanno un micobiota (microbiota dei funghi) alterato. Maggiore è infatti l’espressione di determinati filotipi appartenenti, per la maggior parte, a specie estremofile e/o potenzialmente cito- neurotossiche. Se questo disequilibrio sia una causa o una conseguenza rimane tuttavia da accertare.

È quanto concludono Bruce C. McGorum e colleghi dell’Università di Edimburgo (UK) in uno studio di recente pubblicato su Animal Microbiome

Mal d’erba nei cavalli (disautonomia equina)

Il mal d’erba equino (EGS, Equine Grass Sickness) è una neuropatia sistemica spesso fatale che colpisce i cavalli da pascolo e che comporta la progressiva perdita delle funzionalità neuronali e paralisi del tratto gastrointestinale. Nonostante sia stata associata a Clostridium botulinum, sembrerebbero essere molti i suoi fattori di rischio, ambientali e, molto probabilmente, riconducibili a microrganismi propri dell’ospite. 

A tal proposito, scopo dello studio è stato quello di verificare se EGS sia associata all’ingestione di funghi produttori di micotossine, andando a confrontare il micobiota gastrointestinale e fecale di cavalli allevati al pascolo con il disturbo (EGS, n=54), al pascolo, ma sani (CoG, n=48) e controlli sani da allevamento (CTRL, n=31). Di seguito le principali evidenze.

Dalla caratterizzazione generale, sono stati identificati oltre 13mila OTUs e 2.460 filotipi micotici riconducibili a diverse tassonomie. La maggior parte (32,7%) sono risultati essere microfunghi, saprotropi (75,3%) non chiaramente associabili a un ecosistema. Solo l’1% ha invece dimostrato di essere un commensale dell’ospite

Il ruolo dei funghi intestinali produttori di micotossine

Andando poi a meglio approfondirne le caratteristiche:

  • il 98% è stato identificato a livello di regno (n=3; Funghi, Rhizaria, non noto), il 71,8% come phylum (n=18), il 66,6% come classe (n=46), 64,5% come ordine (n=143), il 55,4% come famiglia (n=355), il 50,7% come genere (n=1.004) e il 40,1% fino alla specie (n=2.317)
  • Ascomycota, Basidiomycota, Mortierellomycota e Neocallimastigomycota sono risultati essere i phyla dominanti, Dothideomycetes, Eurotiomycetes, Leotiomycetes, Neocallimastigomycetes, Saccharomycetes, Sordariomycetes, Tremellomycetes e Wallemiomycetes invece come classe
  • tra gli ordini più espressi troviamo Capnodiales, Eurotiales, Filobasidiales, Neocallimastigales, Pleosporales, Saccharomycetales e Thelebolales
  • a livello di famiglia, come più abbondante si hanno Aspergillaceae, Bulleribasidiaceae, Filobasidiaceae, Neocallimastigaceae, Phaffomycetaceae, Sporormiaceae, Thelebolaceae e Wallemiaceae. Aspergillus, Naganishia, Piromyces, Preussia, Thelebolus, Vishniacozyma, Wallemia e Wickerhamomyces tra i generi; Aspergillus proliferans, Vishniacozyma victoriae, Wallemia muriae, W. sebi e Wickerhamomyces anomalus infine tra le specie
  • la ricchezza del micobiota ha mostrato significative differenze tra i diversi campioni prelevati dal tratto gastrointestinale e tra i gruppi con valori più elevati in stomaco e ileo. Rimane tuttavia più alta nelle feci che nello stomaco
  • analoga invece la diversità tra i vari siti gastrointestinali, ma non tra i gruppi. Diversità maggiore è stata dimostrata infatti dai campioni del gruppo EGS (colon e cieco) rispetto ai controlli sani

I ricercatori hanno quindi approfondito le differenze di struttura inter-sito e inter-gruppo individuandone differenze a livello di filotipo in particolare se si confrontano EGS e controlli e CoG e controlli. In particolare:

  • nel gruppo EGS sono state registrate alterazioni marcate tra stomaco, colon e feci e tra ileo e feci
  • confrontando EGS e controlli, ogni sito ha mostrato differenze 
  • differenze anche tra la struttura micobiotica delle feci tra i tre gruppi
  • 877 filotipi hanno registrato un incremento nel gruppo EGS e in quello CoG rispetto ai controlli, 488 invece un decremento
  • generi con almeno 4 filotipi che hanno dimostrato un decremento in EGS sono risultati essere Acremonium, Alternaria, Aspergillus, Candida, Cladosporium, Fusarium, Neoascochyta, Penicillium, Ramularia, Talaromyces, Taphrina (tutti Ascomycota), Coprinellus, Coprinopsis, Cutaneotrichosporon, Cystofilobasidium, Dioszegia, Filobasidium, Leucosporidium, Naganishia, Papiliotrema, Psathyrella, Rhodotorula, Udeniomyces, Vishniacozyma (tutti Basidiomycota) e Mortierella (Mortierellomycota)
  • 56 filotipi appartenenti ai phyla Ascomycota (n = 28), Basidiomycota (n = 25), Mortierellomycota (n=1), Chytridiomycota (n=1) e a un non identificato (n=1), sono stati poi definiti come “chiave” in quanto caratterizzanti il gruppo EGS con un ruolo potenziale nell’eziologia del suo sviluppo. Di questi, 35 hanno raggiunto la specie come livello di classificazione mostrando una distribuzione analoga a quella precedente (maggioranza di microfunghi saprotrofi)
  • di questi ceppi chiave per EGS, 29 hanno mostrato anche una maggior abbondanza in questo gruppo rispetto a CoG mentre 9 hanno registrato un’abbondanza più elevata nelle feci di CoG rispetto ai controlli

Conclusioni

Per riassumere quindi, i cavalli al pascolo sono caratterizzati da un micobiota intestinale ricco e diversificato influenzato però dal mal d’erba, associato a cambiamenti di ricchezza, diversità e struttura

Se questo disequilibrio ne sia una causa o una conseguenza rimane tuttavia da chiarire.

Laureata in Farmacia, Master di I^ livello in Ricerca Clinica presso l'Università di Milano. Borsista in Ricerca Biomedica dal 2017 al 2018 presso l'Istituto Mario Negri IRCCS, ha intrapreso il percorso di dottorato in Scienze Farmaceutiche all'Università di Milano.