• Cosa si conosce dell’argomento
    Le malattie periodontali sono i disturbi del cavo orale comuni tra i cani. Alla loro origine c’è probabilmente un’alterazione della placca dentale. Sebbene la profilassi dentale sia una pratica veterinaria di routine il suo impatto su placca e microbiota orale non è ancora del tutto chiaro.

  • Cosa aggiunge questa ricerca
    Questo studio ha valutato se e come la profilassi dentale vada a influire sulla placca sovra-gengivale e sul microbioma orale di cani sani.

  • Conclusioni
    La profilassi dentale impatta in maniera transitoria sia sulla placca che sul microbiota orale. I risultati inoltre suggeriscono come siano necessari studi specifici per le singole nicchie orali in quanto i dati provenienti dall’analisi dei campioni orali sono poco descrittivi della condizione della placca data la grande differenza in termini di struttura e composizione.


La profilassi dentale eseguita abitualmente sui cani influisce sia sulla componente batterica del cavo orale sia su quella che va a comporre la placca sebbene comporti cambiamenti transitori nel breve termine.

È quanto afferma lo studio di Rebecca Flancman e colleghi, pubblicato di recente su Plos One.

Le comunità batteriche del microbioma orale nel cane

Le malattie periodontali sono i disturbi del cavo orale più comuni tra i cani e, probabilmente, da ricondurre a un’alterazione della placca, il biofilm batterico che ricopre i denti. La placca però non è l’unica comunità batterica della cavità orale.

Sono tre infatti le comunità batteriche identificate e modificabili da diversi fattori locali, tra i quali la profilassi dentale, attività di routine nella pratica veterinaria, anche se il suo impatto non è stato ancora del tutto chiarito.

I ricercatori canadesi hanno voluto perciò approfondire questo aspetto e determinare se l’analisi di campioni di microbiota orale potesse essere una valida alternativa per avere informazioni anche sulla comunità batterica della placca che, come anticipato, è ritenuta la principale responsabile dell’insorgenza di disturbi periodontali.

Considerando infatti come nei cani il prelievo di tamponi di microbiota orale sia più semplice di quelli di placca dentale, è importante conoscere le eventuali relazioni tra i due ambienti per poter determinare se sia possibile studiare la placca anche attraverso il campionamento di microbiota orale.

Profilassi dentale: lo studio su 30 beagle

Per fare ciò sono stati quindi sottoposti a profilassi dentale manuale 30 cani adulti sani di razza beagle dopo aver prelevato da tutti gli esemplari campioni di placca sovra-gengivale e microbiota orale, questi ultimi detti “composti” in quanto rappresentanti delle comunità batteriche rimanenti.

A una settimana dalla procedura si è ripetuto il campionamento e, solamente in 10 dei 30 cani scelti casualmente, anche alla quarta e quinta settimana. Di seguito i risultati ottenuti.

Su placca e microbiota orale: effetti a breve termine

L’analisi dei campioni di placca e microbiota orale prelevati a una settimana dalla procedura veterinaria in questione ha dimostrato che:

  • La componente batterica della placca è risultata suddivisibile in 846 OTUs, quella complessiva del microbiota orale in 588
  • Dei 26 phyla batterici identificati a livello di placca, 25 sono risultati in comune con il microbiota orale con alcune differenze di abbondanza relativa tra il baseline e dopo una settimana. Nel dettaglio:
    • Actinobacteria, Proteobacteria e Spirochaetes hanno presentato alterazioni di espressione della placca
    • Actintobacteria, Bacteroidetes, Firmicutes, Proteobacteria e Spirochaetes nella comunità microbica orale
  • Considerando solo i campioni di placca dentale:
    • Treponema, un Clostridiales e un Peptostreptococcaceae non identificati sono risultati ben espressi sia prima che dopo la profilassi
    • Moraxella, Neisseria, Actinomyces, Tannerella e i generi Capnocytophaga e Pasteurella hanno mostrato una maggiore presenza a una settimana dalla profilassi rispetto al baseline
    • Streptobacillus ha di contro riscontrato maggiore concentrazione al baseline
  • Nei campioni di microbiota orale complessivo invece:
    • Psychrobacter, un Clostridiales e Pasterurellaceae non classificati, Fusibacter e Treponema sono risultati maggiormente espressi prima della procedura veterinaria, Pseudomonas invece dopo
    • Actinomyces, Fusobacterium, Porphyromonas, Tannerella, Treponema, patogeni imputati nello sviluppo di malattie periodontali, sono risultati diminuiti dopo la profilassi dentale come del resto i generi Pasteurella e Streptobacillus
  • L’alpha diversity è risultata complessivamente minore dopo la profilassi dentale
  • Differenze significative sono emerse in termini di composizione e struttura batterica tra baseline e campioni a una settimana sia per la placca che per il microbiota orale complessivo

Profilassi dentale, placca e microbiota orale: effetti dopo 5 settimane

10 dei 30 esemplari inclusi nello studio sono stati seguiti fino a 5 settimane dalla procedura. Ecco i risultati osservati dall’analisi dei campioni raccolti.

  • I patogeni Porhyromonas e Treponema hanno dimostrato un arricchimento a livello di placca dentale al termine dello studio
  • Differenze di abbondanza relativa sono emerse per numerosi generi anche nel microbiota orale tra i quali Pseudomonas ha mostrato un incremento significativo soprattutto dopo una e due settimane dalla profilassi mentre Psychobacter ha presentato un graduale decremento
  • Dopo un consistente riarrangiamento della comunità batterica della placca a una settimana dalla procedura si è osservato un ritorno alle condizioni iniziali al termine dello studio, situazione analoga per il microbiota orale il quale ha presentato omologia di cluster tra il baseline e la quinta settimana e tra la prima e la seconda

Confronto prima e dopo la profilassi dentale

Andando ad analizzare e confrontare solo i campioni raccolti all’inizio dello studio, è emerso che:

  • Firmicutes (40.3%) e Spirochaetes (21.9%) dominano l’ambiente della placca mentre Proteobacteria (58.3%) e Firmicutes (19.1%) quello del microbiota orale complessivo con differenze di abbondanza statisticamente significative a livello di phyla
  • Un Clostridiales non classificato e Treponema sono risultati presenti in entrambe le tipologie di campioni ma con prevalenza in quelli di placca
  • All’interno del microbiota orale, Actinomyces, Mannheimia, Pasteurella, Psychrobacter e un Pasteurellaceae non classificato sono risultati espressi in maniera significativamente differente rispetto ai campioni di placca
  • Nessuna differenza considerevole di abbondanza è stata dimostrata da Porphyromonas
  • La ricchezza batterica della placca è risultata notevolmente superiore rispetto a quella orale mentre non sono emerse differenze significative in termini di diversità

In conclusione, possiamo dunque affermare che la profilassi dentale impatta, anche se in maniera transitoria, sia la placca che la componente batterica orale complessiva.

Inoltre, mentre la ricchezza e la diversità batterica sono elevate in entrambi i tipi di campioni, numerose sono le differenze in termini di composizione suggerendo l’importanza di condurre studi specifici per le singole nicchie del cavo orale.

Le ricerche e le terapie per patologie periodontali devono quindi tenere in considerazione tutte le comunità batteriche del cavo orale in quanto, sebbene collegate fra loro, mantengono tratti e caratteristiche peculiari.

 

VIAPlos ONE
Laureata in Farmacia, Master di I^ livello in Ricerca Clinica presso l'Università di Milano. Borsista in Ricerca Biomedica dal 2017 al 2018 presso l'Istituto Mario Negri IRCCS, ha intrapreso il percorso di dottorato in Scienze Farmaceutiche all'Università di Milano.