Stato dell’arte
Nonostante siano note le conseguenze, negli allevamenti l’uso di antibiotici per sostenere la crescita e le difese immunitarie degli animali è ancora una pratica comune. La loro sostituzione con oli vegetali sembrerebbe offrire benefici paragonabili.

Cosa aggiunge questa ricerca
Scopo dello studio è stato confrontare alcuni parametri (crescita, percentuale di grasso, livelli di citochine ecc.) e la composizione del microbiota fecale di 66 maiali alimentati con olio di soia, con o senza antibiotici, o con olio di cocco senza antibiotici.

Conclusioni
L’aggiunta di antibiotici non apporta significativi miglioramenti per la crescita e il benessere degli animali. Seppur con un miglioramento nei livelli di insulina, risultati simili sono stati ottenuti anche per l’olio di cocco o di soia. L’aggiunta sia di antibiotici sia di oli vegetali con lo scopo di sostenere la crescita e il benessere dei maiali da allevamento sembrerebbe quindi priva di una reale efficacia.

Il supplemento di antibiotici nella dieta dei maiali non apporta alcun reale beneficio per la loro crescita e per il sostegno delle difese immunitarie se comparato a oli vegetali di cocco o soia. Come l’olio di cocco non aumenta le performance di crescita, rappresentando perciò solo un costo aggiuntivo per i produttori, anche l’uso di antibiotici può essere evitato, considerando soprattutto le conseguenze che può avere per la salute dell’uomo

È quanto sostiene lo studio coordinato da Andrea Fleming e colleghi della Texas A&M University, negli Stati Uniti. 

Per ridurre al minimo le infezioni e ottimizzare la produzione, l’uso di antibiotici negli allevamenti è diventata una pratica comune nonostante le sempre più evidenti problematiche correlate all’antibiotico-resistenza. Il loro utilizzo è stato proposto anche per incrementare le performance di crescita. Valutarne i reali vantaggi in termini di guadagno ponderale e di benessere è stato lo scopo di uno studio condotto su 66 maiali (tra 25 e 71 giorni di vita) alla cui dieta standard sono stati addizionati rispettivamente:

  • olio di soia al 2% con antibiotici (n=22, gruppo ABX) 
  • olio di soia al 2% senza antibiotici (n=22, gruppo gruppo NABX)
  • olio di cocco al 2% senza antibiotici (n=22, gruppo COC). 

La scelta di questi oli vegetali deriva da precedenti studi condotti su agnelli, che avrebbero dimostrato una miglior conversione energetica dei cibi. L’olio di cocco, in particolare, sembrerebbe in grado di interagire con le difese immunitarie influenzando la sintesi di eicosanoidi e agenti pro-infiammatori. Di seguito i principali risultati ottenuti in merito alla crescita e al benessere degli animali sulla base dell’analisi dei campioni ematici, tissutali e di microbiota. 

Dai dati ottenuti, non sono emerse differenze significative tra i gruppi confrontando le performance di crescita; tuttavia è emerso che: 

  • all’inizio dello studio (giorno 31) il gruppo ABX ha registrato un maggior consumo di cibo (feed intake) rispetto al COC, non correlato a un aumento di peso
  • l’aumento ponderale medio giornaliero sembra correlato all’età, ma non alla dieta, in quanto è risultato simile in tutti i gruppi. Inoltre, sono stati ottenuti dati simili per quanto riguarda l’indice di conversione alimentare. 

Passando poi ai parametri metabolici e immunitari, è stato osservato che:

  • sono state riscontrate differenze di composizione del tessuto adiposo prelevato dal dorso tra i gruppi, suggerendo un’alterazione dieta-dipendente. Il gruppo COC ha mostrato una maggiore percentuale di acidi grassi saturi a media catena e, fatta eccezione per l’acido vaccenico, una riduzione nell’espressione di quelli poli- o monoinsaturi a catena lunga
  • seppur con qualche alterazione durante lo studio, la concentrazione ematica di glucosio totale non ha presentato correlazione significativa né con l’età né con la dieta
  • il gruppo COC ha registrato migliori valori di insulina, con un decremento graduale durante lo studio rispetto ai restanti gruppi
  • i livelli sierici di cortisolo sono risultati simili tra i gruppi, con analogo decremento durante lo studio
  • IL-1β, una citochina pro-infiammatoria, ha registrato un aumento al giorno 45 nel gruppo ABX, per poi mostrare livelli analoghi tra i gruppi al termine dello studio
  • di contro, il gruppo NABX ha presentato livelli maggiori di IL-8, altra citochina pro-infiammatoria, al giorno 31, che si sono poi ridotti al termine dello studio (giorno 71). Nel gruppo ABX i livelli più elevati (seppur inferiori al gruppo NABX) sono stati raggiunti al 45° giorno, per poi diminuire, mentre i valori per il gruppo COC si sono mantenuti stabili nel tempo
  • indipendentemente dalla dieta, la concentrazione di IL-10 ha mostrato i valori maggiori al 45° giorno soprattutto per il gruppo NABX, quelli minori al 71° giorno 
  • valori simili tra i gruppi anche per IL-4, la cui concentrazione è risultata più elevata ai giorni 24 e 45, mentre quella inferiore è stata rilevata ai giorni 31 e 71.

Confrontando infine la composizione del microbiota intestinale, non sono emerse alterazioni significative in relazione a dieta ed età. Il gruppo COC ha tuttavia mostrato una diversa espressione in particolare di 37 OTUs, 22 delle quali sono risultate maggiormente presenti in questo gruppo, 15 nei restanti. Firmicutes e Bacteroides sono i phyla più coinvolti in questa disregolazione. 

Per concludere, quindi, l’aggiunta sia di antibiotici sia di oli vegetali con lo scopo di sostenere la crescita e il benessere dei maiali da allevamento sembrerebbe priva di una reale efficacia.