• Se il cane cambia la dieta
• I risultati dello studio
• Conclusioni

Stato dell’arte
Quando un proprietario vuole cambiare l’alimentazione del proprio animale, spesso lo fa in maniera troppo rapida non considerando i possibili disordini gastrointestinali. I lieviti potrebbero migliorare questa situazione supportando la digestione.

Cosa aggiunge questa ricerca
Scopo dello studio è stato quello di valutare gli effetti di frazione di parete cellulari di lieviti sull’integrità intestinale e caratteristiche fecali di cani adulti sottoposti a un brusco cambiamento di alimentazione.

Conclusioni
Il supplemento di lieviti ha parzialmente migliorato la salute intestinale di cani sottoposti a brusco cambiamento di dieta sostenendone l’immunità senza per altro alterare significativamente la popolazione batterica.

Il supplemento di lieviti nel piano alimentare di cani sottoposti a cambiamento di alimentazione sembrerebbe diminuire l’impatto negativo della transizione. Supportata è infatti la salute intestinale e la risposta immunitaria locale, IgA soprattutto, senza tuttavia compromettere le caratteristiche batteriche.

Lo dimostra lo studio di Ching-Yen Lin e colleghi della University of Illinois Urbana-Champaign (USA), di recente pubblicazione su Frontiers in Veterinary Science.

Se il cane cambia la dieta

Il cambiamento di dieta per i nostri amici a quattro zampe avviene molto spesso in maniera troppo brusca. In mancanza di un periodo di transizione la digestione e, in generale, tutto l’apparato gastrointestinale ne risente con disturbi di varia entità e alterata consistenza fecale.

I lieviti hanno tuttavia dimostrato effetti positivi nel sostenere il benessere locale riducendo potenziali patogeni aumentando di contro, la funzionalità della barriera. Nessuno studio è stato finora condotto valutandone gli effetti in relazione al cambio di dieta.

I ricercatori hanno quindi sottoposto 12 cani adulti a cambio di dieta (a commerciale -CD- o ad alto contenuto di fibre -HFD-) supplementandolo con frazione di parete cellulare di lieviti (0.2% della dieta) o placebo. Tra i parametri valutati troviamo l’apporto di cibo e il peso dell’esemplare, la consistenza e caratteristiche fecali a diversi time-point (livelli IgA, calproteina, carica batterica), il profilo ematico collegato a proteine legate a lipopolisaccaridi (LPS). Di seguito i principali risultati.

I risultati dello studio

Mentre al baseline, nessuna differenza è emersa sul consumo di cibo medio e apporto di nutrienti, nel post-intervento si è registrata una variazione dell’introito di proteine, grassi, fibre ecc. Il gruppo passato a CD ha inoltre registrato un calo ponderale più accentuato rispetto al corrispettivo.

Confrontando poi le caratteristiche fecali:

  • pH e contenuto di materiale secco non hanno mostrato significative alterazioni dall’introduzione di lievito prima del cambio di dieta.
  • rispetto al baseline, il pH fecale è diminuito soprattutto nel gruppo HFD raggiungendo la massima variazione al giorno 16 senza però apparente correlazione con il lievito verificandosi anche nel gruppo placebo. Decremento anche del materiale secco. Di contro, il punteggio fecale (la consistenza) ha mostrato un aumento dopo il cambio di alimentazione ancora una volta nel gruppo HFD
  • il supplemento con lievito prima dell’intervento non ha influenzato l’espressione di E. coli, IgA e calprotectina fecali. Maggiore si è invece mostrato il contenuto di C. perfringens rispetto ai controlli
  • dopo il cambio di dieta, le caratteristiche batteriche sono cambiate in relazione alla dieta, non al supplemento di lievito. E. coli è infatti diminuito nel gruppo HFD e aumentato nel corrispettivo. Andamento opposto per C. perfringens
  • i cambiamenti di IgA dopo l’intervento sono risultate correlate sia a dieta sia al lievito registrando valori maggiori rispetto ai controlli trattati con placebo mantenendosi tuttavia inferiori a livello fecale nel gruppo CD
  • la calprotectina è aumentata dopo il cambio di dieta soprattutto nel gruppo CD

Passando poi al profilo ematico, la concentrazione di proteine legate a LPS non ha mostrato di essere influenzata dall’introduzione di lieviti nel pre-intervento. Dopo il cambio di alimentazione, se ne è invece registrato un aumento non correlato alla dieta o al trattamento.

Conclusioni

Per concludere quindi, nel cambio di alimentazione per i cani il supplemento di lieviti sembrerebbe poter rappresentare un ingrediente funzionale utile nel proteggerli da disturbi gastrointestinali. Ulteriori approfondimenti sono tuttavia necessari.